Kostas Tsiropoulos




KOSTAS E. TSIROPOULOS

IL MISTERO DELLA NOSTALGIA

 

Passa il tempo trascinandoci tutti verso la nostra uscita da questo mondo. E mentre ci trascina, talvolta con violenza e talvolta teneramente, ci accorgiamo che lasciamo dietro di noi le tracce della nostra esistenza – ricordi luminosi, ricordi oscuri. E da questi ricordi emerge ogni tanto, specie durante le nostre estati [greche], un inebriante profumo di nostalgia. Lo inspiriamo, lo viviamo rivivendo questi resti del nostro passato, e raramente ci meravigliamo che l'uomo disponga di questa spesso dolorosa capacità di rievocare i ricordi, che genera in lui il dolore discreto della nostalgia.

Felici coloro che soffrono di nostalgia – perché hanno nostalgia delle cose luminose, belle, affascinanti e inebrianti del loro passato. Felici anche coloro che non soffrono di nostalgia, perché evidentemente preferiscono vivere ogni attimo nell'attesa che vengano anche per loro giorni luminosi e felici.

Eppure, dal più profondo di noi, affiora una oscura aporia: perché siamo stati creati per sentire nostalgia? Non basta la memoria, che talvolta ha un ruolo funesto per il nostro presente e per il nostro futuro? Perché questa memoria discende verso il cuore, risveglia la nostalgia e fornisce i materiali per la rievocazione – per la rievocazione che, insieme alla nostalgia, cerca di riportare il passato nel presente?

In tal modo il carattere lineare del nostro tempo è turbato, tutta la nostra vita viene composta e scomposta, il passato, per mezzo del potere della nostalgia, ritornando al presente, è trasformato in fondo alla nostra esistenza in re-viviscenza e complica la nostra vita. Il dolore della morte terrena non ci permette di acquietarci e di godere la vita che ci è stata concessa.

Questa aporia, la consapevolezza del mistero della nostalgia, si fa ancora più intensa nelle estati greche attraversando le quali il greco raccoglie incessantemente una messe di vicissitudini, di esperienze e di avventure. Tale misteriosa mietitura è vivificata dalla memoria ed è fatta emergere dai recessi del nostro cuore dalla nostalgia: estati trascorse al mare, nei boschi, estati trascorse in viaggio, nella spensieratezza, nell'amore – diventano brecce nella pressione della quotidianità, piaceri carezzati in sogno, che donano all'uomo un senso di tranquillità e di distensione. E poi viene il ripiegamento nel ricordo – espletato dal potere della nostalgia –, un ripiegamento doloroso, estatico, pieno di passione. E quanto più passano gli anni, tanto più ricca, dinamica, esigente e talvolta tirannica, rifiorisce la nostalgia che cerca ostinatamente di trasformare il passato, per mostrartelo più vigoroso, più esigente del presente. È in quel momento che comprendi pienamente di aver vissuto molto, e che ormai ti rimane poco da vivere.

Allora tutta l'esistenza – corpo, cuore e mente –, ti viene inondata dal profumo inebriante della nostalgia. Nei recessi della memoria vai alla ricerca del passato, lo fai rivivere e lo irrori con l'acqua magica della nostalgia. Ti sforzi, allora, di capire chi sei, che cosa sei, fin o a qual punto il tempo ti ha trasformato in un suo trastullo, e quanta resistenza tu riesci a opporre al tempo per mezzo della nostalgia.

La nostalgia è il potere del passato, il tesoro della memoria.

 

 

Trad. a cura di Mauro Giachetti

EFTHYNY, 428, agosto 2007, pp. 408-409

Section
Language